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Sono un’attivista del Software Libero, uno di quelli che ci tiene ad usare anche le iniziali maiuscole per parlare di questo movimento. Questa volta però non posso che dissociarmi dalle ciniche parole di RMS [link].

Non rinnego il grande lavoro svolto in tutti questi anni da RMS, credo soltanto che, in certe occasioni, sia opportuno contare fino a cento prima di parlare e poi, tanto per essere sicuri, fare anche un bel respiro profondo.

Questo è quanto dice Stallman:

Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.

Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.

Si sa che ogni dichiarazione può essere forzata a qualsivoglia interpretazione ma questa è solo una cinica leggerezza di RMS. Ultimamente si scusa troppo spesso il fondatore della FSF dicendo che lui deve dare l’esempio, che se lui non fa l’estremista poi si finisce con l’accettare ogni compromesso.

Questa volta non voglio restare in silenzio, non sono per la santificazione di Jobs e non ne approvo neanche le politiche aziendali ma credo che un po’ di rispetto per un uomo che muore sia doveroso. Concordo pienamente con quanto detto da Alexjan nel suo blog.

Sarò ripetitiva ma certe volte il silenzio è la migliore delle dichiarazioni. Non credo che dopo la morte di Jobs, qualcuno si sarebbe lamentato per l’assenza di commenti ad effetto da parte di RMS…

Marina